Le miniere del territorio
Il Canal del Ferro e la Valcanale portano nel nome e
nel paesaggio i segni di un’antichissima vocazione estrattiva. Per secoli,
l'economia e la vita sociale di queste valli sono state modellate dall’attività
mineraria, un legame profondo che ha unito l’ingegno umano alla ricchezza geologica
delle Alpi Giulie. Il territorio vanta una varietà mineraria straordinaria,
testimoniata da diversi siti storici.
La sala dedicata del Museo offre un percorso
dettagliato attraverso i principali siti minerari della zona (Pontebba, Val
Aupa, Monte Cocco a Ugovizza e Resiutta) con un focus d’eccellenza sulla
Miniera
di Raibl.
LA STORIA DI RAIBL
Sebbene alcuni indizi suggeriscano un inizio delle
attività già in epoca romana, la storia documentata comincia nel
1007,
quando il Vescovo di Bamberga introdusse manodopera specializzata per dare
impulso all’industria metallurgica. Un altro pilastro storico è il
1315,
anno in cui Federico il Bello d’Asburgo autorizzò ufficialmente lo sfruttamento
dei monti a sud di Tarvisio.
L'esposizione ripercorre questa epopea millenaria
fino al
1991, anno della definitiva chiusura degli impianti.
In esposizione:
Per far rivivere l’atmosfera della miniera e
comprendere la fatica dei "cavatori", il percorso museale propone:
- Una descrizione accurata dei minerali
estratti, delle evoluzioni nelle tecniche di scavo e dei processi di
lavorazione.
- Uno spaccato di galleria a grandezza
naturale, completo di un vagoncino originale dell'epoca.
- Un plastico dettagliato di Cave del
Predil, dominato dall'imponente profilo del Monte Re.
- La proiezione di un documentario
storico degli anni '50, girato direttamente a Cave del Predil, che offre
uno sguardo unico sul lavoro in miniera e sulla vita sociale della comunità
operaia del tempo.