Il percorso
espositivo
Origini e miniere
Un viaggio nel tempo profondo
Il territorio che abbraccia la Valcanale, il Canal del Ferro e la Val Resia rappresenta un vero e proprio "libro aperto" sulla storia della Terra. In un'area di poco meno di 1000 kmq, si concentra una varietà geologica straordinaria: qui si incontrano la Catena Alpina e quella Dinarica, in un paesaggio modellato dallo spartiacque tra il bacino del Mediterraneo (fiume Fella) e quello del Mar Nero (torrente Slizza).

Dalle dolci vette settentrionali alle aspre cime meridionali ogni roccia racconta un'epoca diversa, dalle antiche foreste preistoriche ai mari tropicali che un tempo ricoprivano queste valli.

Il percorso espositivo: miliardi di anni in sette tappe

La sala accompagna il visitatore attraverso un’avvincente cronologia terrestre:
  1. I Mari Siluriani: Le testimonianze dei fondali oceanici più remoti.
  2. Le Foreste carbonifere: Quando il territorio era un’immensa distesa di vegetazione rigogliosa, oggi visibile in fossili di eccezionale dettaglio.
  3. Le Scogliere paleozoiche: La nascita delle prime imponenti strutture coralline.
  4. I Mari Mesozoici e le piattaforme triassiche: Un'era di trasformazioni marine radicali che hanno dato origine a molte delle nostre cime.
  5. Eruzioni vulcaniche triassiche: Le tracce di una terra inquieta e dei grandi sconvolgimenti vulcanici che hanno segnato il Triassico.
  6. Il Carsismo del Monte Canin: Un focus sull’area sommitale del Canin, dove l’acqua ha scolpito la roccia creando labirinti ipogei e paesaggi lunari.
  7. Gli ultimi ghiacciai: L’azione modellatrice del ghiaccio che ha disegnato la morfologia attuale delle valli.
Tesori da toccare e guardare
La collezione del museo vanta esemplari di rocce e reperti fossili unici, provenienti in gran parte dall’area di Passo Pramollo, uno dei siti paleontologici più importanti d'Europa.

Per rendere l’esperienza interattiva e coinvolgente, la sezione è arricchita da:

  • Due Postazioni Touch Screen: Approfondimenti didattici su misura per scuole e appassionati, per "navigare" tra le ere geologiche e comprendere i fenomeni tettonici.
  • Esperienze Video: I meravigliosi filmati di Ivo Pecile portano lo sguardo del visitatore sulle vette del Monte Corona e del Monte Cavallo, nel cuore del massiccio del Canin e tra le acque cristalline della Conca dei Laghi di Fusine.

Viaggio nel tempo: dalla preistoria all'epoca romana

La sezione archeologica del Palazzo Veneziano racconta l'evoluzione dell'uomo e del paesaggio tra il Canal del Ferro e la Val Canale, unendo pannelli didattici e ricostruzioni.

L’alba del territorio: tra ghiacci e primi uomini


Il percorso inizia nel Quaternario, l'era delle grandi glaciazioni che hanno modellato le nostre valli. Solo 10.000 anni fa, con il ritiro dei ghiacci, l'uomo ha potuto risalire queste montagne: lo testimoniano le selci del Mesolitico (VIII-VI millennio a.C.) rinvenute al Passo Pramollo, prova di una frequentazione d'alta quota precoce e coraggiosa.

Un'evoluzione di millenni


Lungo le pareti, una linea del tempo svela i grandi cambiamenti dell'umanità:
  • Dalle caverne ai villaggi: Dal nomadismo e l'arte del Paleolitico alla "rivoluzione" del Neolitico, segnata dalla nascita dell'agricoltura e della ceramica.
  • L’età dei metalli: La sala celebra l'antica vocazione mineraria locale con le ricostruzioni di un forno fusorio e uno per ceramiche, simboli dei traffici e della cultura dei "castellieri".
  • Il mestiere dell’archeologo: Una piccola ricostruzione scenografica di uno scavo svela come nasce la storia: dalla stratigrafia al restauro, fino all'analisi dei pollini e dei resti animali.

La porta dell’Impero verso il Nord


Il viaggio culmina con l'arrivo dei Romani. Dopo la fondazione di Aquileia (181 a.C.), queste valli divennero arterie strategiche verso il Norico e la Pannonia. Ancora oggi ne restano tracce indelebili: i tratti di pavimentazione antica visibili tra Chiusaforte e Coccau e la celebre Stele di Camporosso (II secolo d.C.), raffinata testimonianza di un territorio già allora cuore pulsante di scambi europei.

Le miniere del territorio

Il Canal del Ferro e la Valcanale portano nel nome e nel paesaggio i segni di un’antichissima vocazione estrattiva. Per secoli, l'economia e la vita sociale di queste valli sono state modellate dall’attività mineraria, un legame profondo che ha unito l’ingegno umano alla ricchezza geologica delle Alpi Giulie. Il territorio vanta una varietà mineraria straordinaria, testimoniata da diversi siti storici.

La sala dedicata del Museo offre un percorso dettagliato attraverso i principali siti minerari della zona (Pontebba, Val Aupa, Monte Cocco a Ugovizza e Resiutta) con un focus d’eccellenza sulla Miniera di Raibl.

LA STORIA DI RAIBL

Sebbene alcuni indizi suggeriscano un inizio delle attività già in epoca romana, la storia documentata comincia nel 1007, quando il Vescovo di Bamberga introdusse manodopera specializzata per dare impulso all’industria metallurgica. Un altro pilastro storico è il 1315, anno in cui Federico il Bello d’Asburgo autorizzò ufficialmente lo sfruttamento dei monti a sud di Tarvisio.

L'esposizione ripercorre questa epopea millenaria fino al 1991, anno della definitiva chiusura degli impianti.

In esposizione:

Per far rivivere l’atmosfera della miniera e comprendere la fatica dei "cavatori", il percorso museale propone:

  • Una descrizione accurata dei minerali estratti, delle evoluzioni nelle tecniche di scavo e dei processi di lavorazione.
  • Uno spaccato di galleria a grandezza naturale, completo di un vagoncino originale dell'epoca.
  • Un plastico dettagliato di Cave del Predil, dominato dall'imponente profilo del Monte Re.
  • La proiezione di un documentario storico degli anni '50, girato direttamente a Cave del Predil, che offre uno sguardo unico sul lavoro in miniera e sulla vita sociale della comunità operaia del tempo.