La foresta di Tarvisio: un ecosistema vivente
Con i suoi 24000 ettari, la Foresta di Tarvisio
rappresenta uno dei polmoni verdi più suggestivi d'Europa. Questa sala
abbandona la rigida classificazione scientifica per offrire un’
esperienza
immersiva nei principali ecosistemi del territorio, analizzando
l'interazione tra flora, fauna.
IL PERCORSO ESPOSITIVO COMPRENDE:
- Diorami naturalistici: spaccati
di vita nel sottobosco, alle medie e alte quote con focus su insetti, piccoli
mammiferi e grandi vertebrati (orso, camoscio).
- Biodiversità vegetale: pannelli
dedicati alle associazioni di resinose e latifoglie, con particolare
rilievo per il faggio e l’abete rosso.
- Fauna selvatica:
esemplari tassidermizzati e vetrine entomologiche che illustrano la
ricchezza delle specie locali.
- Area multimediale: un
plastico orografico integrato da tre video per esplorare virtualmente la
morfologia e i paesaggi del Canal del Ferro e della Val Canale.
PILLOLE DI STORIA: LA FORESTA DI TARVISIO
Le origini bambergesi (1006 – 1759) La storia della Foresta inizia con la donazione imperiale della Valcanale
al
Vescovado di Bamberga. Per secoli, il bosco è stato una risorsa
strategica per l’industria mineraria e i magli. Già nel 1532, la nomina del
primo
Waldmeister (Maestro dei boschi) segnò la nascita di un apparato
amministrativo per tutelare questo immenso patrimonio.
Dalle concessioni ai "Diritti di
Servitù". Sotto il dominio vescovile, i sudditi godevano
di prelievi gratuiti di legname per necessità vitali. Con il passaggio
all’Austria nel 1759, queste consuetudini divennero norme rigide: la
“Patente
Imperiale” del 1853 sancì i diritti di servitù legati alla casa, garantendo
ancora oggi alla popolazione locale il prelievo di legna da ardere e da
costruzione.
Questo inestimabile tesoro oggi appartiene al
FEC,
il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno, e dal 2017 è gestito dal
CUFA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari) dell'Arma dei
Carabinieri, attraverso il Comando per la Tutela della Biodiversità.
Un
valore comunitario Da antico simbolo del potere temporale del
Principe-Vescovo, la Foresta è oggi percepita come un
tesoro collettivo,
dove la conservazione naturalistica si intreccia con le tradizioni secolari
della comunità locale.