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La Toponomastica di Malborghetto-Valbruna: un viaggio nelle radici del territorio.

Le tavole digitali qui presentate sono tratte dal volume “La toponomastica del Comune di Malborghetto-Valbruna” di Alessandro Oman (Quaderno del Museo Etnografico Palazzo Veneziano, n. 7, edito nel 2016 dalla Comunità Montana). Questo prezioso lavoro nasce con l'obiettivo fondamentale di salvaguardare e trasmettere alle generazioni future il ricchissimo patrimonio dei nomi di luogo del nostro territorio, rispettandone le varianti linguistiche locali. Per i toponimi sloveni la grafia segue il Dizionario Zegliano di Ugovizza (di A. Oman), mentre per quelli tedeschi si è fedeli alle fonti storiche d'origine. Ad accompagnarvi in questo percorso è la voce stessa dell'autore, Alessandro Oman.

I toponimi sono veri e propri fossili linguistici: parole giunte a noi dal passato che, per essere decifrate, richiedono l'aiuto di discipline diverse come la storia, la botanica, la geografia e la zoologia. In Valcanale – considerata una vera e propria "piccola Europa" incastonata nelle Alpi – questa ricerca diventa ancora più straordinaria. Qui i nomi dei luoghi custodiscono secoli di stratificazioni etniche e culturali, frutto di migrazioni, incontri e sovrapposizioni tra popoli diversi.

La storia geopolitica influisce profondamente sulla geografia dei nomi. Dare un nome a un luogo non è mai un atto neutro, ma sancisce un legame profondo tra l'uomo e la terra. Di contro, modificarlo può trasformarsi in un atto di supremazia. Le vicissitudini della prima metà del Novecento ne sono una testimonianza emblematica: l'operazione di stravolgimento toponomastico guidata da Ettore Tolomei nei territori integrati all'Italia dopo la Prima Guerra Mondiale rappresentò una precisa volontà di cancellare la cultura precedente per affermare un nuovo potere. Esplorare queste tavole significa quindi compiere un atto di memoria, riscoprendo il significato originario e plurale della nostra terra.