Archivio
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La Grande Guerra in Valcanale: Il Fronte attraverso l'Obiettivo di Willi Wagner

Nel maggio 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria-Ungheria, la Valcanale si ritrovò proiettata in prima linea. Per oltre due anni, fino alla svolta di Caporetto, la valle fu teatro di evacuazioni e bombardamenti che colpirono duramente centri come Valbruna e il Santuario del Monte Lussari. Con la fine del conflitto e il Trattato di St. Germain (10 settembre 1919), questo storico territorio di confine passò definitivamente al Regno d'Italia.

L’archivio museale presenta una selezione di questo cruciale capitolo storico attraverso gli scatti di Willi Wagner, fotografo ufficiale della 10ª Armata austro-ungarica.

Nato a Lilienfeld nel 1887, Wagner fu un uomo dalle mille sfaccettature: a soli 18 anni partecipò alla prima gara di slalom della storia dello sci alpino. Fu proprio il fondatore di questa disciplina, Mathias Zdarsky, a intuire il suo talento visivo e a spingerlo verso la fotografia. Divenuto il fotografo di fiducia di Zdarsky, Wagner documentò la nascita dello sci moderno prima di specializzarsi, nel suo studio di Lilienfeld, in ritratti, paesaggi e foto sportive. Durante il primo conflitto mondiale, la sua sensibilità artistica e la sua maestria tecnica si spostarono sul fronte carinziano. Wagner non si limitò a documentare le strategie militari, ma catturò con crudo realismo la miseria e le reali condizioni di vita dei soldati in trincea.La sua vita si interruppe tragicamente il 25 settembre 1930, quando precipitò da una montagna nel tentativo di fotografare il suo paese dall'alto.